IL SABATO: COME OSSERVARLO
Il tempo, secondo l’insegnamento divino, non viene misurato secondo la cronologia degli uomini. La Sacra Bibbia, regola di fede per i credenti, insegna ciò che è necessario per camminare nella rettitudine e vivere in santità. Perché senza santità nessuno vedrà Dio.
Quando Dio creò gli astri, disse: «Siano dei luminari nell’espansione dei cieli, per separare il giorno dalla notte; e servano da segni e per tempi determinati, per giorni e anni. E siano dei luminari nell’espansione dei cieli, per illuminare la terra». E così fu. Dio creò i due grandi luminari: il luminare maggiore per governare il giorno e il luminare minore per governare la notte; e creò le stelle. Dio li pose nell’espansione dei cieli per illuminare la terra, per governare il giorno e la notte e per fare separazione tra la luce e le tenebre. E Dio vide che era cosa buona. Genesi 1:14-18.
Anche quando creò l’universo con tutto ciò che vi è in esso, Egli scandiva gli intervalli di tempo in questo modo: fu sera e fu mattina: il primo giorno; e fu sera e fu mattina: il secondo giorno, ecc., fino al sesto giorno. Genesi 1.
Sera: periodo di tempo che precede il mattino. Normalmente dura 12 ore ed è chiamata crepuscolo, sera, oscurità e tenebre della notte. Prov. 7:9. Si estende dal tramonto di un giorno fino al sorgere del sole al mattino.
Giorno: Intervallo di tempo compreso tra due tramonti, che corrisponde normalmente a 24 ore. Lev. 23:32.
Mattina: periodo di tempo di 12 ore, compreso tra due notti, due pomeriggi, oppure tra l’alba e il tramonto. Chiamata anche giorno. Gv. 11:9.
Prima che ci fosse la luce, c’era l’oscurità. Pertanto, la notte precede il giorno nel ciclo di 24 ore.
Il modo in cui oggi si conta il giorno, da mezzanotte a mezzanotte, non è corretto. E questo fu profetizzato da Daniele. Egli disse: «Proferirà parole contro l’Altissimo, affliggerà i santi dell’Altissimo e cercherà di cambiare i tempi e la legge». Dn 7,25, prima e seconda parte.
Se il giorno iniziasse a mezzanotte, allora la notte avrebbe solo sei ore e il giorno ne avrebbe diciotto, mentre Gesù disse che ne ha dodici. Gv 11:9.
Come può il giorno iniziare a mezzanotte? Chi non conosce il tempo in modo corretto, non può santificare correttamente il giorno del Signore. Secondo l’istruzione data al popolo di Dio, il sabato deve essere osservato dal tramonto al tramonto. Il giorno, la parte luminosa del ciclo di 24 ore secondo la cronologia moderna degli uomini, va dalle 6:00 del mattino alle 18:00. Ma è corretto contarlo dall’alba al tramonto.
Quando Neemia cercò di correggere la trasgressione che il popolo stava commettendo ai suoi tempi, non appena l’ombra della notte calava sulle porte di Gerusalemme, ordinava di chiudere le porte della città. Riportiamo il testo per comprendere meglio come anche noi dobbiamo procedere.
In quei giorni vidi in Giuda alcuni che calpestavano i torchi di sabato e portavano fasci caricati sugli asini; così come vino, uva e fichi, e ogni sorta di carico, che portavano a Gerusalemme nel giorno di sabato; e protestai contro di loro nel giorno in cui vendevano generi alimentari. All’interno abitavano anche dei Tirii, che portavano pesce e ogni sorta di merci, che nel giorno di sabato vendevano ai figli di Giuda e a Gerusalemme. E contesi con i nobili di Giuda, e dissi loro: «Che male è questo che fate, profanando il giorno di sabato? Non hanno forse agito così i vostri padri, e il nostro Dio non ha forse fatto venire tutto questo male su di noi e su questa città? E voi aumenterete ancora l’ardore della sua ira contro Israele, profanando il sabato». Accadde che, quando alle porte di Gerusalemme calò l’ombra prima del sabato, su mio ordine le porte furono chiuse; ordinai che non fossero aperte fino a dopo il sabato; e misi alle porte alcuni dei miei giovani, affinché nessun carico entrasse nel giorno di sabato. Allora i mercanti e i venditori di ogni genere di merce trascorsero la notte fuori da Gerusalemme, una o due volte. Protestai quindi contro di loro e dissi loro: «Perché trascorrete la notte davanti alle mura? Se lo farete ancora, vi arresterò». Da quel giorno in poi non vennero più di sabato. Ne. 13:15-21.
Le cose scritte in precedenza sono state scritte per nostra istruzione.
Se il cristiano non conosce il tempo e il modo, poiché per ogni cosa c’è un tempo e un modo, non può raggiungere la perfezione nella carità e non sarà un uomo perfetto come Dio richiede. Mt 5,48; 2 Tim 3,17 e Col 3,14. E riceverà il rimprovero del Signore, che dice: «Non ho trovato le tue opere perfette davanti a Dio». Ap. 3:2. E queste opere sono le opere di giustizia, dell’amore di cui parla Giovanni. I Gv. 3:18.
In alcuni paesi europei, come l’Inghilterra, ci sono giorni, in una determinata stagione dell’anno, in cui la luce del giorno si protrae fino alle nove di sera secondo il calendario attuale.
Secondo quanto lo Spirito rivelò a Isaia, non dobbiamo occuparci di nulla di materiale nel sabato del Signore, vedi:
Se distogli il tuo piede dal sabato, dal fare la tua volontà nel mio giorno santo, e se chiami il sabato «delizioso», e «giorno santo del Signore», degno di onore, e lo onorerai non seguendo le tue vie, né cercando di fare la tua volontà, né pronunciando le tue parole, allora troverai gioia nel Signore, e io ti farò cavalcare sulle vette della terra, e ti sosterrò con l’eredità di tuo padre Giacobbe; perché la bocca del Signore lo ha detto. Is. 58:13 e 14.
E come in passato, non dobbiamo nemmeno cucinare in quel giorno. Poiché così dice la Scrittura:
«Sei giorni lavorerete, ma il settimo giorno sarà per voi santo, sabato di riposo solenne per il Signore; chiunque in esso compirà qualsiasi lavoro sarà messo a morte. Non accenderete il fuoco in nessuna delle vostre dimore nel giorno di sabato». Esodo 35:2 e 3.
C’è chi sostiene che ciò valesse per l’Israele del passato, quando accendere il fuoco richiedeva uno sforzo fisico. Tuttavia Dio non cambia. Anche prima che la Sua legge fosse ratificata sul Sinai, Dio disse così:
«Fino a quando rifiuterete di osservare i miei comandamenti e le mie leggi?» Esodo 16:28. E prima ancora, Mosè aveva istruito il popolo come segue:
«Questo è ciò che il Signore ha detto: Domani è giorno di riposo, sabato santo al Signore; ciò che volete cuocere al forno, cuocetelo, e ciò che volete bollire nell’acqua, bollitelo nell’acqua; e tutto ciò che avanzerà, mettetelo da parte per voi, conservandolo per domani». Esodo 16:23.
Notiamo che dovevano cuocere al forno o in acqua, e ciò che ne avanzava doveva essere messo da parte per il sabato. Pertanto il cibo doveva essere conservato già pronto.
Oggi abbiamo condizioni ben migliori per osservare il sabato. Abbiamo fornelli a gas, frigorifero, luce ed energia elettrica, acqua corrente, ecc. E anche dove queste cose non ci sono, con buona volontà è possibile osservarlo, poiché questa sarà la nostra prova d’amore verso Gesù. Gv 14:15.
Possiamo fare tutto ciò che è necessario al di fuori del sabato, cioè prima del tramonto del venerdì o dopo il tramonto del sabato. Poiché crediamo che tutte le cose cooperino al bene di coloro che amano Dio. Romani 8:28. E cosa ci separerà dall’amore di Dio? La fame, la nudità, ecc.? Nulla può separarci dall’amore di Dio, se osserviamo i Suoi Comandamenti. Rm 8:35.
Come abbiamo visto nella manifestazione della volontà del Signore attraverso Isaia, non dobbiamo cercare di fare la nostra volontà, né pronunciare le nostre parole nel Suo giorno santo. Is 58:13.
Ma ci sono dei contraddittori, che sostengono che il sabato del Signore non sia il giorno del Signore. E adducono motivi spuri. Non si fondano sulla verità, perché in loro non c’è verità. Dicono che ora il giorno del Signore sia la domenica, presumendo, secondo i propri calcoli e a proprio rischio, che Gesù sia risorto in quel giorno. Chi pensa e crede così non è correttamente istruito nella Parola di Dio.
Poiché è condizione preliminare accettare i Comandamenti di Dio per avere saggezza, per raggiungere il timore del Signore e per trovare «la conoscenza di Dio», chi non accetta i Comandamenti non raggiunge né la saggezza, né il timore del Signore, né la conoscenza di Dio. Prov. 2:1-6, 28:7-9 e 10:8.
Gli errori dottrinali abbondano nelle chiese che non hanno i Comandamenti di Dio, così come chi non osserva i Suoi Comandamenti non comprende le parole di Dio, poiché questa è una condizione preliminare per farlo. Alcune chiese, pur avendo i Comandamenti, non li osservano e per questo non amano Dio. Gv 14,21; 15,9 e 10.
Gesù ha amato il mondo e ha dato prova di questo amore: è morto per noi. E ora Egli esige da noi la prova del nostro amore, dicendo: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti». Gv 14,15. E Egli ama solo coloro che Lo amano. Proverbi 8:17. E lo Spirito Santo rivela che siamo pazzi per amore di Cristo. I Corinzi 4:10. E: Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si ritiene saggio in questo mondo, diventi pazzo per essere saggio. I Corinzi 3:18.
Il settimo giorno della settimana, o uno su sette nella settimana?
Quando il Signore creò i cieli e la terra, stabilì i tempi: la settimana, i mesi e gli anni. La settimana di sette giorni, il mese di trenta giorni e l’anno di dodici mesi.
Quando condusse il popolo d’Israele fuori dall’Egitto, istituì il mese di Abib come il primo dei mesi per il suo popolo. Questo mese corrisponde oggi al periodo che va da marzo ad aprile, comprendendo parte dell’uno e parte dell’altro.
Il Signore chiamò i giorni della settimana: primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo. E Dio chiamò questo giorno della settimana «sabato», poiché in quel giorno si riposò, e per questo lo santificò e lo benedisse.
Santificazione significa separazione. Così, Egli separò quel giorno per il riposo e lo benedisse per questo. Il Suo sabato è fisso: è il settimo della settimana. I sabati degli israeliti, invece, erano mobili, cioè variabili. Infatti, il primo e l’ultimo giorno delle solennità stabilite dal Signore cadevano in giorni diversi della settimana, essendo «sabati solenni» o festivi. Lev. 23:32 e riferimenti.
Il sabato del settimo giorno è ordine, mentre un sabato ogni sette giorni è disordine. Immaginate che ognuno vada alla congregazione in un giorno a caso, cercando di prendersi il proprio riposo.
Anche nei sabati istituiti da Dio, e da Lui chiamati «i vostri sabati», c’era ordine. Basta leggere attentamente i testi. C’erano i loro tempi stabiliti all’interno dell’anno. Le cose istituite da Dio sono fatte con saggezza. Egli è perfetto.
C’è chi cita le parole di Gesù: «Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero» (Gv 5,17), e anche ciò che disse l’apostolo Paolo: «Lavorate notte e giorno per non essere di peso ai vostri fratelli» (2 Ts 2,9). Ma dimenticano ciò che disse anche il Maestro: «Lavorate non per il pane che perisce, ma per quello che rimane» Gv 6,27.
L’opera di Gesù era quella ministeriale, che deve essere anche quella dei chiamati. Così essi possono lavorare notte e giorno come il Padre.
Il linguaggio usato dai profeti e dagli apostoli era in accordo con quello usato da Dio nelle Sacre Scritture, poiché essi erano ispirati da Lui e Suoi portavoce. Così, quando la Scrittura dice che Pietro e Giovanni salirono al tempio per pregare, dice che era la nona ora. E questa ora è quella che chiamano le quindici o le tre del pomeriggio. Ma poiché il sole sorge al mattino e il giorno ha dodici ore, allora la nona ora è quella che si è convenuto chiamare le tre del pomeriggio o le quindici, nella cronologia attuale.
Quando Giovanni si trovava sull’isola di Patmos e scrisse il libro dell’Apocalisse, disse: «E fui rapito in Spirito nel giorno del Signore…» Ap. 1:10. Questo linguaggio ispirato non è altro che lo stesso ispirato da Dio a Isaia, il quale scrisse: «Se chiamerai il sabato “delizioso” e “giorno santo del Signore”, e lo onorerai, non seguendo le tue vie, né cercando di fare la tua volontà, né pronunciando le tue parole, allora ti delizierai nel Signore, e io ti farò cavalcare sulle alture della terra, e ti sosterrò con l’eredità di tuo padre Giacobbe; perché la bocca del Signore lo ha detto». Is. 58:13 e 14. Questo è ciò che fece l’apostolo: chiamò il sabato «giorno del Signore».
Per Dio un tempo può essere dodici ore, un giorno, un anno, un millennio, oppure un intervallo di tempo o un’occasione. Così, il Suo giorno può essere anche il Suo sabato, o il giorno della Sua venuta, o un periodo di tempo. Ma dal contesto si capisce la Sua intenzione. Infatti il Suo Spirito in noi ce lo fa sapere, poiché egli penetra ogni cosa, e persino le profondità di Dio. 1 Cor. 2:10.
Alcuni pensano che, poiché il Signore parla del padre Giacobbe, Egli si rivolga all’Israele nominale, quello della Palestina. Ma osservate ciò che dice l’apostolo Paolo:
Ma la Gerusalemme che è dall’alto è libera; essa è la madre di tutti noi. Poiché sta scritto: «Rallegrati, o sterile, che non partorisci; esulta e grida di gioia, tu che non sei in travaglio; perché i figli della solitaria sono più numerosi di quelli di colei che ha marito». Ma noi, fratelli, siamo figli della promessa, come Isacco. Pertanto, fratelli, siamo figli non della schiava, ma della libera. Gal 5,26-28 e 31.
Così noi, che abbiamo creduto, siamo la discendenza promessa ad Abramo, da cui discendono i patriarchi, e Isacco, il padre di Giacobbe, figlio della promessa come noi, che siamo stati promessi ad Abramo e che siamo numerosi come le stelle del cielo e come la sabbia del mare. Genesi 15:5, 22:17 e 32:12.
Ma c’è chi dice che nessuno riesce a osservare i Comandamenti e che non c’è nemmeno un giusto. Tuttavia, prima che le leggi fossero date sul Sinai, le Scritture dicono che Abramo osservò i Comandamenti del Signore. E Dio stesso disse che Abramo avrebbe ordinato ai suoi figli di seguire la via del Signore con giustizia e rettitudine, come si legge:
E disse il Signore: «Nasconderò ad Abramo ciò che sto per fare, poiché Abramo diventerà certamente una nazione grande e potente, e in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra? Poiché io ho conosciuto che egli ordinerà ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di osservare la via del Signore, per agire con giustizia e rettitudine; affinché il Signore realizzi su Abramo ciò che ha promesso riguardo a lui». Genesi 18:17-19. E come dimostrato nel questionario, le vie del Signore e la giustizia del Signore sono i Suoi comandamenti. Malachia 2:8 e 9 e Salmo 119:172. E la giustizia di Dio è eterna. Salmo 119:142. E chi pratica la giustizia è giusto come Lui è giusto. 1 Giovanni 3:7.
Dio rese testimonianza di Abramo a Isacco, e disse:
«Poiché Abramo ha obbedito alla mia parola e ha osservato i miei comandamenti, i miei precetti, le mie leggi e le mie norme». Genesi 26:5.
Inoltre, le Scritture dicono che Zaccaria e sua moglie Elisabetta erano giusti. Ed erano giusti perché osservavano la giustizia di Dio, osservavano i Suoi comandamenti, vedi:
Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote di nome Zaccaria, dell’ordine di Abia, la cui moglie era una delle figlie di Aronne, e il suo nome era Elisabetta. Ed entrambi erano giusti davanti a Dio, camminando irreprensibilmente in tutti i comandamenti e i precetti del Signore. Lc 1,5 e 6. Anche Giuseppe, sposo di Maria, madre di Gesù, era giusto. Mt 1,19.
Di conseguenza, tutti coloro che praticano la giustizia di Dio, cioè osservano i Suoi comandamenti, sono giusti come Dio è giusto, vedi:
Figlioli, nessuno vi inganni: chi pratica la giustizia è giusto come Lui è giusto. 1 Gv 3,7.
Chi non crede nei comandamenti di Dio, non riesce a osservarli, poiché Egli è la Legge della fede. Rm 3,27 e 31. E non sono gravosi, come disse Giovanni per ispirazione. 1 Gv 5,3. E chi non li osserva non può dimorare in Dio. 1 Gv 3,24. E, di conseguenza, in lui non può esserci l’amore del Padre. Gv 14,9 e 10.
Ma c’è chi usa come argomento passaggi biblici che non dicono ciò che vorrebbero far credere. Uno di questi è quello in cui l’apostolo dice: «Osservate giorni, mesi e anni». O ancora: «Nessuno vi giudichi per ciò che mangiate, per ciò che bevete o per i sabati». Sebbene ne abbiamo già discusso, torniamo sull’argomento per rimuovere il velo che copre il volto di coloro che si giustificano per grazia.
Come abbiamo visto quando abbiamo citato le leggi che ordinavano «i sabati solenni», esistevano giorni solenni, mesi solenni e anni solenni. E questi venivano osservati dagli ebrei anche al tempo di Paolo. E questi ebrei volevano obbligare i gentili che stavano aderendo alla «via» a osservare quei giorni, sostenendo che, se non li avessero osservati, non stavano osservando la legge. E che anche loro dovevano circoncidersi, per adempiere alla legge di Mosè. Ciò spinse Paolo a scrivere la lettera «ai Galati», trattando proprio questo tema.
In ogni caso, come afferma l’autore della Lettera agli Ebrei, Dio abroga il primo patto per stabilire il secondo. Il primo prevedeva l’osservanza di ordinanze sacre, che consistevano nell’offerta di cibi, bevande e oblazioni. Eb 9. Anche i precetti del «non toccare», «non maneggiare», ecc., che l’autore della lettera definisce ordinanze. Col 2,20 e 21. Ma Cristo ha abolito queste cose, che non portavano a nulla, cancellando il documento di debito che era contro di noi nelle sue ordinanze, e lo ha tolto di mezzo a noi, inchiodandolo alla croce. Col 2,14. Pertanto, poiché si trattava di ordinanze e avevano un tempo determinato per essere osservate, con la venuta di Gesù, il sommo sacerdote dei beni futuri, egli ha abolito il primo e ha stabilito il secondo; ha annullato ciò che era stato fatto all’Oreb e ha ratificato ciò che era stato fatto nella terra di Moab.
Per questo Isaia disse: «Chi uccide un bue è come chi ferisce un uomo; chi sacrifica un agnello, come chi sgozza un cane; chi offre un’oblazione, come chi offre sangue di maiale; chi brucia incenso, come chi benedice un idolo; questi scelgono le proprie vie, e la loro anima trova piacere nelle loro abominazioni». Is. 66:3.
Così, i profeti, quando ricevettero queste cose, vollero sapere se fossero destinate al loro tempo, e fu loro detto che non erano per loro, ma per le genti alle quali prestavano servizio. I Pt. 1:11 e 12.
Isaia scrisse ciò che il Signore disse per mezzo di lui:
Quando venite a presentarvi davanti a me, chi vi ha chiesto di calpestare i miei cortili? Non portate più offerte inutili: l’incenso è per me un abominio, così come le nuove lune, i sabati e le assemblee solenni; non posso sopportare l’iniquità, né tantomeno le riunioni solenni. Le vostre nuove lune e le vostre solennità sono un fastidio per la mia anima; sono ormai un peso; sono stanco di sopportarle. Is. 1:12-14.
Tuttavia, osservate attentamente il contesto e consultate Levitico 23, e vedrete a cosa si riferisce il Signore: la convocazione delle assemblee, le vostre solennità (consultate Lv. 23:1, 8, 9, 17, 21, 28 e 29). Quindi quei sabati erano i vostri sabati.
E di essi il Signore dice ancora tramite Osea: «E farò cessare ogni loro gioia, le loro feste, le loro nuove lune, i loro sabati e tutte le loro festività». Os. 2:11. E più avanti il Signore dice ancora: «Ti sposerò con me per sempre; ti sposerò con me nella giustizia, nel giudizio, nella benignità e nella misericordia. E ti sposerò con me nella fedeltà, e conoscerai il Signore». vv. 19 e 20. E il Signore avverte tramite Geremia:
«Così dice il Signore: Custodite le vostre anime, e non portate carichi nel giorno di sabato, né li introduciate per le porte di Gerusalemme. Né portate fardelli fuori dalle vostre case nel giorno di sabato, né compiate alcun lavoro; piuttosto santificate il giorno di sabato, come ho ordinato ai vostri padri. Se mi ascolterete con diligenza, dice il Signore, non introducendo fardelli per le porte di questa città nel giorno di sabato, e santificherete il sabato, senza compiere in esso alcun lavoro, allora entreranno per le porte di questa città re e principi, seduti sul trono di Davide, viaggiando su carri e a cavallo, loro e i loro principi, gli uomini di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme; e questa città sarà abitata per sempre. Ma se non darete ascolto, se non santificherete il giorno di sabato e non smetterete di portare alcun carico quando entrerete per le porte di Gerusalemme nel giorno di sabato, allora accenderò un fuoco alle sue porte che divorerà i palazzi di Gerusalemme e non si spegnerà». Geremia 17:21 e 22, 24-25 e 27.
Il sabato, oltre ad essere il ricordo della creazione, è anche il segno tra Dio e il Suo popolo, vedi:
«E diedi loro anche i miei sabati, affinché servissero da segno tra me e loro; affinché sapessero che io sono il Signore che li santifica. Santificate i miei sabati, e serviranno da segno tra me e voi, affinché sappiate che io sono il Signore, vostro Dio. Ma anche i figli si sono ribellati contro di me, non hanno seguito i miei statuti né osservato le mie leggi, le quali, se osservate, danno la vita all’uomo; hanno profanato i miei sabati; perciò ho detto che avrei riversato su di loro la mia ira, per sfogare contro di loro la mia collera nel deserto. Ma ho trattenuto la mia mano e l’ho fatto per amore del mio nome, affinché non fosse profanato agli occhi delle nazioni, davanti alle quali li avevo fatti uscire. Ho anche alzato la mia mano contro di loro nel deserto, per disperderli tra le nazioni e spargerli per i paesi; poiché non hanno osservato i miei decreti, hanno respinto i miei statuti, hanno profanato i miei sabati e i loro occhi si sono rivolti agli idoli dei loro padri». Ez. 20:12, 20-24.
Quando il Signore promulgò la Sua Legge davanti al popolo nel deserto del Sinai, fu Lui stesso a parlare dalle nuvole e disse riguardo al sabato: «Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro. Ma il settimo giorno è il sabato del Signore tuo Dio; non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che è dentro le tue porte. Poiché in sei giorni il Signore ha fatto i cieli e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e il settimo giorno si è riposato; perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha santificato». Esodo 20:8-11.
Osserviamo i dettagli: all’inizio del capitolo venti si legge: «Allora Dio pronunciò tutte queste parole, dicendo: “Io sono il Signore tuo Dio”». E comincia a dettare le sue leggi direttamente al popolo. E ciò è inequivocabilmente riportato nel Deuteronomio, dove si legge: «Il giorno in cui foste davanti al Signore vostro Dio all’Horeb, quando il Signore mi disse: “Raduna questo popolo davanti a me, affinché io faccia udire loro le mie parole e le imparino, per temermi tutti i giorni in cui vivranno sulla terra, e le insegnino ai loro figli”; e voi vi vi avvicinaste e vi fermaste ai piedi del monte; e il monte ardeva in fuoco fino al centro dei cieli, e c’erano tenebre, nuvole e oscurità. Allora il Signore vi parlò dal mezzo del fuoco; udiste la voce delle parole, ma, oltre alla voce, non vedeste alcuna figura. Allora vi annunciò il Suo patto che vi aveva prescritto, i dieci comandamenti, e li scrisse su due tavole di pietra». Dt 4,10-13.
Inoltre, nei versetti in cui sono citati i comandamenti possiamo osservare anche altri dettagli importanti, come: «Ma il settimo giorno è il sabato del Signore tuo Dio». E non era solo per il popolo d’Israele a non lavorare in quel giorno, ma anche per il suo bestiame, che lo serviva, per il servo e per lo straniero che soggiornava in mezzo a loro. Questo perché c’erano i servi del popolo, così come coloro che si erano uniti al popolo d’Israele, per accordi o per mescolanza. Così parlò Dio a Mosè e gli ordinò di istruire il popolo: «Avrete una sola legge; lo straniero sarà come il nativo». Lv. 24:22.
Aggiunse inoltre: «Se però uno straniero soggiorna presso di voi e desidera celebrare la Pasqua al Signore, tutti i suoi maschi debbano essere circoncisi; solo allora potrà celebrarla e sarà come un nativo del paese; ma nessun incirconciso ne mangerà. Una sola legge valga per il nativo e per lo straniero che soggiorna tra voi». Es. 12:49; Lev. 24:22; Num. 15:16, 29.
È importante sottolineare che quando Dio comunicò le Sue leggi al popolo, Mosè non era ancora salito sul monte e, di conseguenza, non aveva ancora ricevuto le tavole di pietra su cui era inciso il Decalogo. Ma era già stato stipulato il primo patto, che quindi conteneva le leggi delle ordinanze. E nello stesso momento in cui Dio diede a Mosè la Sua Legge, gli diede anche gli statuti, i precetti e i giudizi, vedi:
«Questi sono gli statuti, i giudizi e le leggi che il Signore stabilì tra sé e i figli d’Israele sul monte Sinai, per mezzo di Mosè». Lv. 26:46.
È necessario sapere che, nonostante le ordinanze siano state abolite a partire dalla morte di Gesù, che le ha inchiodate alla croce, gli statuti e i giudizi stabiliti da Dio e dati a Mosè non sono stati aboliti. Per questo Dio parlò per mezzo di Malachia: «Ricordatevi della legge di Mosè, mio servo, che gli ho comandato all’Horeb per tutto Israele, e che consiste in statuti e giudizi». Mal. 4:4 e Lev. 12:48.
Oli Prestes
Missionario
oliprest
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Enviado por oliprest em 15/08/2026